Giovanni III di Polonia

Olesko, 17 agosto 1629 – Wilanów, 17 giugno 1696

È il prestigio militare accumulato in anni di brillanti vittorie contro nemici eterni della Polonia quali Tatari e Cosacchi (Podhajce, 1667) e Ottomani (Chocim, 1673), unito al brigare della moglie Marie-Casimire de la Grande d’Arquien presso Luigi XIV a portare l’hetman Jan Sobieski, già figlio del più potente membro del Senato polacco, all’elezione a Re di Polonia, e quindi sovrano dell’ancor prospera Confederazione Polacco-Lituana (1674). Per dar corso all’opposizione alla Porta che è la chiave della sua politica estera Giovanni III vorrà lasciare l’alleanza col Re Sole per stringere con il Sacro Romano Imperatore Leopoldo I quel trattato di mutuo soccorso che nel settembre del 1683 lo porterà sotto le mura di Vienna, a cogliere una storica vittoria sull’esercito ottomano assediante con l’Austria l’Europa; meno fortunate campagne in Ungheria, Moldavia e Valacchia gli intaccheranno l’influenza così acquisita fino a pregiudicare, complici la salute in rovina e l’opposizione dei figli, l’opera di rafforzamento  della monarchia polacca contro il potere corporativo d’una nobiltà rissosa e distratta che morto con Sobieski l’ultimo grande sovrano polacco non saprà salvare il Paese dal declino e infine dal triplice smembramento che nel Settecento gli infliggeranno Austria, Prussia e Russia.

 

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